Alimenti e nutrizione
Vitamina B5 o Acido Pantotenico
Nel 1933 R.J. Wiliams,identificò un fattore di crescita dei lieviti, chiamato inizialmente vitamina W. Per la sua enorme diffusione nel regno vegetale e animale,in seguito fu chiamato acido pantotenico,dalla parola greca”pantos” dappertutto ; insieme alla biotina è considerata la vitamina della pelle e dei capelli. Strutturalmente si presenta come un dipeptide, costituito da acido diidrodimetilbutirrico ( acido pantoico ) e alanina, l'attività biologica è posseduta comunque solo dal suo isomero destrogiro. E' disponibile ,quando è richiesta una supplementazione integrativa, come acido-D-pantotenico o anche come pantotenato di calcio. E' una sostanza oleosa di colore giallo, solubile in alcool e acqua, facilmente termolabile. Il fabbisogno giornaliero è stimato attorno ai 7- 10 mg, da aumentare in gravidanza e durante l'allattamento materno, nei neonati e nei lattanti. L'acido pantotenico è assorbito per diffusione passiva, nell'intestino tenue, mentre l'eliminazione ha luogo attraverso la via renale. La sua utilizzazione è favorita dalla biotina e dall'acido folico, mentre l'acido salicilico del gruppo svolge un'azione anti vitamina B5.
L'importanza biologica della vitamina B5 è nel fatto che è il costituente del gruppo prostetico del coenzima A,( CoA, CoASHo HSCoA ) uno delle molecole fondamentali del metabolismo .
Partecipa al metabolismo dei lipidi,dove riveste un ruolo importante nella sintesi e nell'ossidazione degli acidi grassi, dei glucidi e delle proteine e interviene nel ciclo dell'acido citrico,svolgendo un'azione di ossidazione dell'acido piruvico; prende parte alla formazione dell'acetilcolina e della sintesi degli steroidi surrenali. Nella prima fase della sintesi del Coenzima A interviene l'acido pantotenico che viene fosforilato a 4'-fosfopantotenato dall'enzima pantotenasi chinase avviando la serie di reazioni che porta alla formazione del CoA. L'acido pantotenico è indispensabile allo sviluppo e alla rigenerazione degli annessi cutanei agendo in sinergia con la vitamina A. La carenza di vitamina B5 provoca nell'uomo ipoglicemia, anemia, leucopenia, dermatiti, disturbi gastro enterici, crampi muscolari e incoordinazione motoria, ma essendo questa vitamina largamente diffusa nei cibi e prodotta dalla flora batterica intestinale è rarissimo riscontrare situazioni da carenza. Pur essendo comunque molto diffuso in natura, processi tecnologici alimentari come il congelamento o l'inscatolamento provocano perdite significative. Si trova in abbondanza nel fegato e nel rene, nel pesce e nei fritti di mare, nel pollo, nel lievito di birra, nei legumi , nelle verdure nell'uovo e nel latte.
Contenuto di vitamina B5 in alcuni alimenti espresso in mg%
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Nome Vitamina B5 (mg per 100 gr)
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Lievito di birra 18.0
Riso, crusca 4,5
Arachidi 3,3
Frumento 3,3
Farina di soia 2,6
Uovo 1,8
Latte vaccino 0,40
Pomodori 0,30

