|
Il sistema filosofico Sankhya |
|
|
|
Scritto da Francesco
|
|

La parola Sankhya equivale a numero perché la scuola si basa sull'enumerazione di 25 principi (tattva), però la sua radice significa anche raziocinio, deliberazione, è questo il questo nome più appropriato perché tutta la sua scienza poggia su solide basi che si conformano ai principi dell'uso legittimo della ragione e soprattutto della visione soteriologica della natura inquadrabile come un'entità inscindibile tra salvezza e prigionia. Per la scuola Sankhya, il manifesto è illusione, è il prodotto di Maya, è la realtà creativa che comprende al suo interno il concetto di mutazione e molteplicità. Il mondo è illusorio, illusorio è anche il suo processo temporale, tutto è interpretato come un processo evolutivo del componente materiale del divino, Prakriti, in relazione al suo componente spirituale, Purusa, per questo il tempo non ha ne un principio ne una fine ma è una successione continua e circolare della mutazione. Questa scuola, ammette , l'esistenza obbiettiva del mondo fenomenico, trovando un punto di unione con le più antiche Upanishad, che non negano l'obbiettiva esistenza del mondo. La natura, nel suo ciclo evolutivo, si trasforma prima nel complesso psicofisico dell'intelligenza e poi tramite processi successivi, in materia bruta. Ai componenti atomici di questi si arriva per una serie di materializzazioni di proprietà (Tanmatras) ...continua
|
|