Home
Demetra
Il sistema filosofico Sankhya Stampa E-mail
Scritto da Francesco   

 

KapilaTemple Diptiman Panigrahi

La parola Sankhya equivale a numero perché la scuola si basa sull'enumerazione di 25 principi (tattva), però la sua radice significa anche raziocinio, deliberazione, è questo il questo nome più appropriato perché tutta la sua scienza poggia su solide basi che si conformano ai principi dell'uso legittimo della ragione e soprattutto della visione soteriologica della natura inquadrabile come un'entità inscindibile tra salvezza e prigionia. Per la scuola Sankhya, il manifesto è illusione, è il prodotto di Maya, è la realtà creativa che comprende al suo interno il concetto di mutazione e molteplicità. Il mondo è illusorio, illusorio è anche il suo processo temporale, tutto è interpretato come un processo evolutivo del componente materiale del divino, Prakriti, in relazione al suo componente spirituale, Purusa, per questo il tempo non ha ne un principio ne una fine ma è una successione continua e circolare della mutazione. Questa scuola, ammette , l'esistenza obbiettiva del mondo fenomenico, trovando un punto di unione con le più antiche Upanishad, che non negano l'obbiettiva esistenza del mondo. La natura, nel suo ciclo evolutivo, si trasforma prima nel complesso psicofisico dell'intelligenza e poi tramite processi successivi, in materia bruta. Ai componenti atomici di questi si arriva per una serie di materializzazioni di proprietà (Tanmatras) ...continua

 

Ishtar

Ishtar è la principale divinità del nutrito pantheon babilonese. E' la divinità che racchiude in se una moltitudine di funzioni e poteri, è la stella del mattino, è la dea della fertilità, divinità protettrice della natura, dell'agricoltura, della guerra e della pace, non una dea sola ma una miriade di dee e figure femminili con le quali spesso è associata e idealizzata, come vedremo meglio in seguito.

Ishtar le divinità del Pantheon Assiro-Babilonese , è la più nota,ma è anche quella che conosciamo meno: il suo mito ebbe uno svolgimento che si dispiegò in una molteplicità di intrecci spesso contraddittori tra loro a causa della poliedricità delle forme e delle caratteristiche secondarie che le furono attribuite. In funzione della sua personalità ebbe tanti ruoli fondamentali riservati ad altre divinità, finché il suo mito e il suo nome accadico divenne sinonimo dell'aspetto femmineo delle divinità tanto che il nome Istaru finì col diventare il generico nome di dea. continua..

 

Licenza Creative Commons
This opera is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 Unported License.

 

Creato da Demetra. Valid XHTML and CSS.