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Brahma e i quattro cicli di reincarnazione
Scritto da Francesco   

 

 

Rumbles of Prambanan

 

Quando Brahma finì di costruire il mondo, gloriandosi della sua opera,

dimenticò che l'Essere supremo aveva stabilito che il governo del mondo

andasse ripartito anche con Visnù e Shiva. Infatti non soddisfatto della

parte di sua spettanza cercò di estendere ed accrescere il suo dominio

a spese degli altri. In un momento di disattenzione di Shiva e Visnù, si

impossessò di quella parte dello spazio destinato a ricevere le Narakas

ossia gli Inferi. Visnu e Shiva appena scoperto l'avvenuta usurpazione

per castigare il suo autore fecero altrettanto, restringendo poco a poco

i confini della dimora di Brahma. Quando Brahma si rese conto

dell'accaduto ormai era troppo tardi e per questo fu obbligato a

sottomettersi. Ma non fu solo il suo orgoglio e la sua presunta

superiorità la causa della sua rovina ma l'insana passione che nutriva

nei confronti della propria figlia Saraswati.Ovunque la perseguitava,

nonostante la fanciulla non facesse nulla per fomentare la sua

passione. Ad ogni sforzo che faceva per sfuggire alla corte serrata di

Brahma, volgendo lo sguardo altrove, provocava in questo la crescita

di una nuova testa e quando divennero quattro, una per ciascuno

dei punti cardinali, la vittima non aveva più dove cercare rifugio.

Tentò allora di elevarsi verso il cielo, ma anche qui le mire di Brahma

riuscirono a raggiungerla, infatti spuntò una quinta testa. Shiva

giustamente indignato dal comportamento di Brahma, incaricò suo

figlio Veirava di tagliare a Brahma la quinta testa. Ma lavendetta

non era ancora completa. Di li a poco, Brahma fu sprofondato

insieme con la sua dimora il Brahma-Loka

in fondo agli abissi.   continua...

 
Storia della Medicina del Mesoamerica
Scritto da Miralba   

Tikal tempio del giaguaro

 

Quale posto occupa la medicina nella storia e nella cultura delle civiltà antiche? E' questa la domanda che mi sono posta quando mi sono trovata di fronte ad una mole di documenti e libri della storia della civiltà Mesoamericana. Ora partendo dal concetto che la cultura è la linfa vitale di un sistema delle idee di ogni tempo, quelle stesse idee delle quali l'uomo ha vissuto, vive e vivrà e applicando questo pensiero alla medicina, è chiaro che queste idee hanno subito nel tempo notevoli variazioni, si è passati dal concetto di medicina magica a quella religiosa, a quella empirica, per giungere alla medicina scientifica. Naturalmente la medicina di queste popolazioni ha seguito il percorso comune della medicina di tutte le civiltà antiche, sviluppandosi in maniera sorprendente nel campo delle conoscenze erboristiche, tanto che potremmo considerarla la più grande, grazie anche alla ricchezza della flora adattatasi in ogni nicchia ecologica, permettendo ad ogni gruppo etnico di disporre di una grande quantità di piante utilizzabili per la cura di numerose malattie. continua...

 

Ulivo

L'Olivo è una pianta coltivata dall'uomo fin dai tempi più remoti, variamente eletto nelle antiche tradizioni a simbolo di pace, di saggezza, di sapienza, di gloria e di prosperità, era talmente tanta l'utilità che gli uomini traevano dall'Olivo (Olea Europea) da considerarlo un dono degli Dei. L'interpretazione del pensiero comune è concorde ad affermare che le origini di questa pianta, intendendo l'olivo domestico, siano state la vasta zona che si estende dal Caucaso fino alle pendici dei monti Elburz in Iran, per raggiungere le Cicladi e l'Arabia Meridionale. Conosciuta già da tempi antichissimi, la sua coltivazione si estese ad Est del bacino Mediterraneo già nel 1800 a.C.

Notizie di questa pianta le ritroviamo, assieme a quelle dei pistacchi e delle mandorle in alcune citazioni della Genesi. Altre popolazioni pur conducendo un genere di vita seminomade e quindi poco adatta ad una forma di agricoltura che richiedeva lunghi periodi di cura delle piante, conoscevano l'olio, il che lascia presumere che fosse frutto di scambi commerciali con l'Egitto e la Mesopotamia. Le numerose leggende fiorite attorno a questa pianta ne attribuiscono l'introduzione a Cecrope, fondatore e primo re di Atene. continua..

 

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