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Demetra è per la mitologia greca la dea dell'agricoltura e del grano, Cerere per i latini. Tra tutte le storie che ci sono pervenute, quella di Demetra è stata narrata con molte varianti, alcune anche controverse, ma tutte concordano nell'attribuirle un ruolo di dispensatrice dei frutti della terra quindi di madre e nutrice. Il ruolo di madre comunque è duplice e va al di là del concetto di madre dispensatrice di beni, per il suo stretto legame con sua figlia Persefone e il ciclo della vita e delle stagioni; la terra apparentemente sterile in inverno che tesaurizza il seme che germoglierà a primavera per ricominciare il ciclo della vita, presenta delle analogie suggestive se rapportate al grembo materno, anch'esso custode della vita che germoglia. Demetra che giace con Iasione su un campo arato tre volte a maggese e ne viene fecondata traccia una linea parallela tra la fecondità della terra arata e la fertilità della donna. Demetra violata da Poisedone dal quale ebbe una figlia innominabile nei Misteri Eleusini, messaggio simbolico analogico della terra e dell'acqua necessari ai semi per germogliare. Demetra sopraffatta dal dolore per il rapimento della figlia Persefone, vaga afflitta in cerca della figlia scomparsa mentre la terra si screpola, l'erba ingiallisce e la vita sembra sospesa in un'aspettativa senza fine. Demetra è figlia di Crono e di Rea, sorella di Zeus dal quale generò per partenogenesi sua figlia Persefone. Durante la festa per le nozze di Cadmo e Armonia, complice il nettare degli dei che scorreva generosamente nelle vene, Demetra si innamora secondo Diodoro Siculo, del fratello di Armonia, Iasione, col quale si unisce in un campo arato tre volte a maggese, generando Pluto il dio della ricchezza e della prosperità. Il mito del campo arato tre volte è da collegare alla pratica agraria seguita in Attica di preparare il terreno secondo una triplice aratura che veniva effettuata in primavera, poi in estate dopo il raccolto e infine in autunno dopo le tradizionali offerte votive alle divinità come ringraziamento per il raccolto e per la preparazione alla semina successiva, rafforza il mito della fertilità della donna e della terra, mito che secondo Robert Graves è sopravvissuto a lungo in alcune regioni balcaniche. Zeus folle di gelosia nel vedere i due amanti ricoperti di terra uccide Iasione con la sua folgore, ma di parere diverso è Igino che attribuisce la causa della morte di Iasione ai suoi cavalli. Secondo la mitologia classica, Demetra ci è presentata come una dea generosa, poco incline alla vendetta se confrontata con le altre divinità femminili dell'Olimpo. Erissitone fu uno dei pochi colpiti dalla sua ira per aver violato il bosco sacro di Dozio, nonostante i tentativi di dissuasione della sacerdotessa Nicippo sotto le cui spoglie si celava la dea stessa, la quale derisa e oltraggiata da Erissitone, si vendicò di lui condannandolo a soffrire la fame perenne, nonostante la grande quantità di cibo ingerito che non riusciva mai a saziarlo. Linco re della Sicilia fu colpito anche lui dalla vendetta di Demetra per essersi attribuito il merito della scoperta del grano, fatto conoscere agli uomini da Trittolemo a cui la dea aveva affidato il compito della sua diffusione sulla terra. Linco fu trasformato in una lince variegata. Sconvolta dal rapimento di sua figlia Persefone, Demetra invitata al banchetto imbandito per gli dei da Tantalo, addenta distrattamente un pezzo di carne proveniente dalla spalla di Pelope il figlio di Tantalo il quale intendeva iniziare le divinità ai riti cannibalistici, servendo in tavola uno dei suoi figli, gli dei pieni di orrore, puniscono Tantalo con la distruzione del suo regno e con un'eterna tortura una volta giunto nell'oltretomba. Appeso ai rami di un albero carico di bellissimi frutti, ha sotto di se uno stagno d'acqua. Tormentato dalla sete,ogni volta che tenta di bere l'acqua si ritrae, tormentato dalla fame ogni volta che tenta di raccogliere un frutto, un vento dispettoso lo porta lontano da lui. Un enorme masso roccioso, inoltre, sospeso sopra la sua testa minaccia di schiacciarlo. Una volta punito Tantalo per i suoi crimini, Zeus ordina ad Ermete di raccogliere i resti del fanciullo e di metterli insieme in un calderone sopra cui pronuncia una formula magica, mentre Cloto con ago e filo ne ricompone le membra. Demetra sostituì la spalla che aveva mangiucchiato con una di avorio mentre Rea soffiò in lui la vita e Pan felice danzava attorno a lui suonando lo zufolo. Pelope uscì dal calderone pieno di sfolgorante bellezza da far innamorare follemente Posidone che lo rapì per portarlo con sé sull'Olimpo in un carro trainato da cavalli d'oro, per farne il suo coppiere e il suo amante. Solo in seguito al rapimento di Core, l'altro nome con cui è conosciuta Persefone, Demetra perde le caratteristiche di dea generosa e mette in atto la sua vendetta nei confronti degli altri dei colpevoli di non aver impedito il ratto di Persefone da parte del dio degli inferi Ade. Demetra vaga alla ricerca della figlia perduta, la terra diventa sterile, gli uomini sono condannati all'inedia, nessuno sacrifica più agli dei che preoccupati tentano in tutti i modi di farla desistere dal suo proposito, Demetra è irremovibile, non si occuperà più della terra e dei suoi frutti finché non avrà riavuto con sé la figlia. Ade il dio degli inferi si era innamorato della fanciulla Persefone, quando si reca da Zeus per chiedere il permesso di farne la sua sposa, Zeus non da risposta, temendo di ferire il fratello con un rifiuto e nel contempo di suscitare l'ira di Demetra che mai avrebbe acconsentito alla discesa nel Tartaro tenebroso di sua figlia. Ade incoraggiato dall'atteggiamento diplomatico di Zeus, decide di rapire Persefone. Secondo l'Inno Omerico a Demetra, Zeus ha addirittura una parte attiva nel rapimento, attirando Persefone sul luogo del rapimento, allettata dalla vista di splendidi fiori fatti crescere da Gaia per ordine suo. Mentre l'ignara Persefone in compagnia delle sue amiche Oceanine è intenta a raccogliere fiori sul monte Etna, le acque del lago Pergusa si spalancano improvvisamente e ne emerge Ade a cavallo della sua quadriga che con gesto fulmineo rapisce la fanciulla portandola con se nel regno dell'oltretomba di cui è il sovrano assoluto. Demetra per nove giorni e nove notti vaga disperata in cerca della figlia scomparsa, finché incontra Ecate,che dice di aver udito le invocazioni d'aiuto di Persefone. Ecate consiglia Demetra di rivolgersi ad Elio il dio del sole, l'unico in grado di sapere tutto quello che succede sulla terra; Elio seppure a malincuore è costretto dalle due dee a rivelare la verità; Ade con la complicità di Zeus ha rapito Persefone. L'ira di Demetra è tremenda, abbandona l'Olimpo per rifugiarsi ad Eleusi, invano Zeus tenta di convincerla a risalire sull'Olimpo, rifiuta i doni di Zeus, rifiuta di parlare con i suoi messaggeri, solo quando riavrà sua figlia tornerà tra loro e la terra riprenderà il suo ciclo delle stagioni. Giunta ad Eleusi sotto le spoglie di una donna anziana di nome Doso, viene invitata dalle figlie del re Celeo al palazzo reale per accudire il piccolo Demoofonte appena nato. Nel palazzo di re Celeo e della regina Metanira, Demetra è consolata dalla vecchia nutrice Baubo, la quale declamando versi lascivi e scoprendo il suo sesso induce Demetra a bere il ciceone (acqua di orzo profumata alla menta) e a ridere di gusto. (L'uso di bere il ciceone e il richiamo alla sfera sessuale delle donne avrà in seguito una parte importante nei Misteri Eleusini). Demetra per ringraziare i suoi ospiti, decide a loro insaputa di rendere immortale il piccolo Demoofonte. Durante la notte dopo aver unto d'ambrosia il corpo del bambino lo passa sulla fiamma per renderlo immortale ma all'improvviso entra Metanira che vedendo il corpo del figlio avvolto dalle fiamme, in preda al terrore getta un urlo straziante interrompendo il rito. Demetra furibonda è costretta a rivelarsi, tuttavia magnanima concede all'altro figlio di Celeo, Trittolemo un grande privilegio, a bordo di un cocchio trainato da serpenti alati Trittolemo andrà in giro per il mondo a diffondere la coltivazione del grano e la tecnica dell'agricoltura. Trittolemo in suo onore istituì i giochi delle Tesmophoriae. Zeus messo alle strette da Demetra, affida ad Ermete un messaggio per suo fratello Ade: Demetra vuole la figlia con sé, la quale potrà ritornare sull'Olimpo solo ad una condizione, ovvero non deve mai aver assaggiato il cibo del regno dei morti. Persefone che dal giorno del ratto non aveva mai toccato cibo esulta tutta felice, mentre il suo sposo nascondendo il disappunto, prima di congedarsi definitivamente da lei la invita a fare una passeggiata nel giardino. Ad Eleusi, Demetra felice riabbraccia la figlia per sprofondare nuovamente nello sconforto quando scopre che sua figlia ha accettato distrattamente sei chicchi di melograno che gli ha offerto Ade,ora dovrà tornare da Ade e questa volta per sempre. Ancora una volta Zeus è in difficoltà, Demetra continuerà a far pesare la sua maledizione sulla terra, lui è perfettamente consapevole della caparbietà della sorella, non gli resta che chiedere la mediazione della loro madre Rea che trova un compromesso, Persefone trascorrerà sei mesi con Ade dove regnerà come regina dei morti mentre la terra cade addormentata,per risvegliarsi nei sei mesi che trascorrerà con sua madre Demetra. Raggiunto questo accordo la terra arida e ingiallita, comincia a ricoprirsi di verde i fiori a sbocciare e il grano a diventare del colore dell'oro. |