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Storia della Medicina Egizia Stampa E-mail
Scritto da Miralba   

 

Tempio di Edfu

 

 

Per molti secoli tutte le conoscenze sulla storia Egizia sono derivate dai racconti dei Greci e dei Romani con l'aggiunta dei racconti biblici del popolo Ebraico. Diodoro Siculo raccontava di genti provenienti dall'Asia Meridionale, le quali partendo dai confini occidentali sopra il Mar Rosso estesero il loro dominio dall'Etiopia fino all'Egitto. Le dinastie Tebane, portarono l'Egitto ad un avanzato grado di civilizzazione che già dai tempi di Ciro fecero dell'Egitto uno tre pilastri della civiltà orientale assieme all'India dei Veda e alla Cina dell'I Ching. Tutti gli scritti su stele e papiri erano in caratteri geroglifici o in scrittura demotica e ieratica. Nonostante gli studi intensi degli studiosi dell'epoca,la decodificazione della scrittura Egizia si prestò solo ad ipotesi speculative. Finché nel 1799 un soldato francese, Bouchard trovò casualmente nel forte Julien, vicino a Rosetta ( Rashid ), una stele di basalto ora conservata a Londra nel British Museum, scritta in caratteri geroglifici, demotici e greci. Questa stele, voluta dai sacerdoti di Menfi per celebrare le virtù e le opere di Tolomeo V Epifane, fu oggetto di studio per lunghi anni; finalmente si apriva la cortina di nubi che aveva avvolto per secoli la storia degli Egiziani. Nel 1822, Jean Francois Champollion ( Figeac 1790–1832 ) riuscì a decodificare i primi 11 geroglifici ritrovati su un obelisco, prima di dedicarsi completamente alla stele di Rosetta, riuscendo a decodificarla, interpretarla e a scrivere una grammatica e un dizionario egizio che furono pubblicati dopo la sua morte. Il frutto del lavoro di Champollion e altri egittologi del calibro di Akerbald e Thomas Young, hanno definitivamente chiarito il mistero della scrittura Egizia; i geroglifici si avvicinano a quelli che sono i nostri caratteri di stampa, la scrittura ieratica è una forma corsiva dei geroglifici, impiegata dai sacerdoti per la loro corrispondenza, mentre la scrittura demotica, è una forma di scrittura popolare. continua...

 

Fonte della Xana

 

La leggenda del “ Fior dell'Acqua” è una delle tante storie fiorite attorno alle figure leggendarie delle Xane. Ma chi sono le Xane?. Nella tradizione delle Asturie, le Xane sono figure un po' ninfe dei boschi un po' fate, comunque dotate di una bellezza singolare. A volte sono rappresentate con lunghi capelli biondi, altre volte, più raramente, con lunghi capelli neri. E' un mito radicato a tal punto nella cultura Asturiana che molti riferimenti topografici portano il nome delle Xane, come l'esempio della foto che ritrae il “ Salto delle Xane “. Si presentano come piccolissime donne, molto belle, in genere benefiche, che vivono ai margini dei boschi, in palazzi di cristallo dentro pozze di acqua. Attraverso lo zampillo, nelle notti di Luna escono fuori per lavare la loro biancheria che mettono ad asciugare alla luce dei raggi lunari. Alle Xane non vengono in genere attribuiti poteri malefici, qualche volta essendo impossibilitate ad allattare scambiano i loro bambini ( Xanini ) con i bambini del paese affinchè le loro madri facciano loro inconsapevolmente da balia. Altre volte come in questo bellissimo racconto di Federico de Castro Fernandez ( Almeria 30-12- 1834; Huelva 10-04- 1903 ), eminente filosofo spagnolo, fanno da pronubo, e ancora, si divertono ad incantare gli spovveduti che si avvicinano alle loro fonti con il miraggio di tesori nascosti. continua...

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