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Il velo della regina Mab di Ruben Dario Stampa E-mail
Scritto da Lara   

Apollo and nine Muses - Gustave Moreau

 

La regina Mab, sul suo cocchio fatto di una sola perla, trainato da quattro coleotteri dalla corazza dorata e dalle ali di pietre preziose, passeggiando sopra un raggio di sole, penetrò attraverso la finestra di un abbaino dove c'erano quattro uomini, magri, barbuti e impertinenti, ciascuno di essi si lamentava della propria sfortuna.

In quel tempo, le fate avevano distribuito i loro doni tra i mortali. Ad alcuni, avevano dato delle misteriose bacchette che colmavano di oro le casse dei loro commerci ad altri avevano dato delle spighe meravigliose che a sgranarle, colmavano i magazzini di ricchezze; ad altri ancora, delle sfere di cristallo che a guardarci dentro si poteva vedere il cuore della madre terra, con l'oro e le pietre preziose che custodiva; ad altri folti capelli e muscoli possenti ancor più di quelli di Golia, e mazze enorme per forgiare il ferro incandescente; e ad altri talloni robusti e gambe agili per cavalcare gli indomiti cavalli che bevono il vento lanciando libera nella corsa la criniera all'aria.

I quattro uomini si lamentavano. Ad uno era toccato una cava, ad un altro un iris, all'altro il ritmo e all'ultimo il cielo azzurro....continua

 

Ishtar

Ishtar è la principale divinità del nutrito pantheon babilonese. E' la divinità che racchiude in se una moltitudine di funzioni e poteri, è la stella del mattino, è la dea della fertilità, divinità protettrice della natura, dell'agricoltura, della guerra e della pace, non una dea sola ma una miriade di dee e figure femminili con le quali spesso è associata e idealizzata, come vedremo meglio in seguito.

Ishtar le divinità del Pantheon Assiro-Babilonese , è la più nota,ma è anche quella che conosciamo meno: il suo mito ebbe uno svolgimento che si dispiegò in una molteplicità di intrecci spesso contraddittori tra loro a causa della poliedricità delle forme e delle caratteristiche secondarie che le furono attribuite. In funzione della sua personalità ebbe tanti ruoli fondamentali riservati ad altre divinità, finché il suo mito e il suo nome accadico divenne sinonimo dell'aspetto femmineo delle divinità tanto che il nome Istaru finì col diventare il generico nome di dea. continua..

 

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