Poesia

L'Amore è un mare senza sponde di Hafiz

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Scritto da Emanuele

 

L'ho sempre detto, lo dico una volta ancora:

Io vagabondo, non devio da me stesso.

Sono come un pappagallo;

lo specchio è di fronte a me;

quello che dice il Maestro dell'Eternità, balbettando lo ripeto anch'io.

Ah Sufi, come puoi pensare che abbandonerò un amore come questo

per un pietoso luogo comune?

Smetti di spremere l'uva nel bicchiere.

Io, Sufi, posse essermi sbagliato, ma forse ho ragione:

Hafiz deve seguire il suo cammino

e nelle rosse labbra di lei incontrare il suo cibo celestiale.

 

Se devi parlare, parla un'altro giorno: ma non questa notte

Amato , non fargliene una colpa,

se per cercare sollievo,

il santuario del suo cuore in rovina,

che protegge il tesoro prezioso della sua pena,

alla deliziosa taverna Hafiz porta;

ma Hafiz non ha vergogna di vergognarsi;

se il mondo avesse un nome immacolato

Hafiz, davvero si vergognerebbe di usarlo.

Chiamatelo bevitore di vino e adultero.

Che altro ancora? Non ti dirà di no.

 

L'amore è un mare senza sponde

e in questo mare senza limiti non c'è alcun aiuto.

Chi salpa mai più rivolge il suo sguadro verso la terra; e tuttavia,

sono felice di partire per questo viaggio,

perchè è meraviglioso navigare in questo mare.

Che importa se anche il viaggio più lungo alla fine giunge a termine

che importa se la più maestosa delle navi alla fine affonda

il mio amore è con me nello stessa grande immensa nave

e quando affonda, anch'io affonderò.

Trad. di Arthur J. Arberry

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