I Classici della Letteratura Antica

La favola di Piramo e Tisbe

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Scritto da Alba

 

 Jasper van der Laanen -  Landscape with Pyramus and Thisbe

 

La commovente storia d'amore di Piramo e Tisbe, ci viene proposta in due differenti versioni, di queste senza dubbio la versione più famosa è quella inclusa nel IV Libro delle Metamorfosi di Ovidio ( Met.55-166) che con sensibilità,tenerezza ed efficacia poetica non riscontrabile in altre storie delle sue Metamorfosi,ci racconta la storia dei due sfortunati amanti. Lo svolgimento della storia ci viene raccontata da una delle figlie di Minia,voce narrante introduttiva anche di altri personaggi mitologici, che narra la storia alle sue sorelle, suscitando in loro sentimenti di compassione e tenerezza. Piramo e Tisbe erano due giovani innamorati, tebani di nascita, i loro cuori teneri e sensibili sembravano essere fatti l'uno per l'altro, i due giovani formavano una coppia che si completava a vicenda, lui gagliardo,vigoroso , robusto, lei giovane, carina e molto amabile. Queste due anime nobili si amavano sin dall'infanzia, e il loro amore non aveva mai incontrato né ostacoli né avversità. Un giorno tra i loro genitori sorse una disputa, che ben presto degenerò in odio e rancore.L'inimicizia tra le due famiglie un tempo amiche,finì per ripercuotersi inesorabilmente sull'amore dei due giovani.Il caso aveva voluto che i due giovani fossero vicini di casa e che le loro case fossero divise da una parete,che il tempo e le intemperie aveva rovinato;Su questa parete si era creata una fessura attraverso la quale i giovani di nascosto dalle rispettive famiglie, si parlavano e si vedevano. Ma quella barriera finì col tempo per diventare una prigione per i cuori sensibili dei due innamorati, tanto che finirono per progettare la fuga. Le loro intenzioni erano quelle di lasciare le rispettive case paterne e fuggire insieme per rifugiarsi da un parente di Piramo che abitava in un'altra città, li si sarebbero sposati e cominciato una nuova vita insieme.Si diedero appuntamento fuori dalle mura della città,nel luogo dove era sepolto Ciro, convinti che questa volta non si sarebbero separati mai più. Tisbe in largo anticipo, fu la prima a raggiungere il luogo dell'appuntamento, e in trepidante attesa attendeva impaziente l'arrivo di Piramo. Le prime ombre della sera cominciavano ad oscurare i campi, Tisbe sempre più inquieta guardava da una parte all'altra sperando di veder spuntare il lontananza la figura di colui che tanto amava. Ad un tratto il silenzio fu interrotto dal ruggito di un leone, le cui fauci ancora grondavano del sangue di una sua vittima recente.Tisbe terrorizzata corse a rifugiarsi in una grotta nelle vicinanze.Nella sua fuga precipitosa, le cadde il velo e in preda al terrore non si curò di raccoglierlo. Il leone che aveva fiutato l'odore, vide il velo e con le zampe e la bocca sporche di sangue, si scagliò sul velo fino a lacerarlo. Poco dopo arrivò Piramo e alla vista del velo a brandelli e sporco di sangue fu colto da un atroce presentimento, raccolse quello che restava del velo lo guardò attentamente riconoscendolo come quello di Tisbe. Un freddo mortale invase la sua anima. Afferrato un pugnale affondò la lama nel proprio petto e si diede la morte. Tisbe che dal suo rifugio aveva riconosciuto la voce di Piramo, accorse verso di lui ma era già troppo tardi. Un grido, le forze che vennero meno e Tisbe cadde a terra priva di sensi. Quando tornò in se corse ad abbracciare il suo amore. Atropo prima di recidere definitivamente il filo della vita di Piramo gli concesse ancora un'istante di vita, quell'istante che gli permise di vedere per una volta ancora la sua amata, quell'ultimo sguardo che sembrava volesse dire:

-Muoio felice perché ti ho rivista.

La sfortunata giovane depose un bacio sulle labbra di lui e afferrato lo stesso pugnale, lo affondò sul suo candido seno. Morirono così insieme.Il sangue di questi giovani innamorati, bagnarono i candidi frutti di un gelso che cresceva li vicino che da quel momento in poi divennero rossi come il sangue dei due giovani, quasi un monumento eterno dedicato ad un amore così pulito e cosi perfetto. Inutile dire che la tragica fine dei due giovani fu un colpo durissimo per le loro rispettive famiglie. Sul corpo dei loro figli morti così tragicamente, si riconciliarono e vollero seppellirli in un'unica tomba, dove sarebbero stati insieme per l'eternità.  ..leggi tutto l'articolo

 

Copyright 2011 La favola di Piramo e Tisbe. Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported.
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